Museo Salvatore Ferragamo
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Salvatore Ferragamo e il cinema:
una storia d'amore

“Ho diviso le donne che sono venute da me in tre categorie: le Cenerentole, le Veneri e le aristocratiche. Le Cenerentole calzano sempre scarpe più piccole della misura 6. Le Veneri calzano la taglia 6; le Aristocratiche il 7 o sopra”.”
(Il calzolaio dei sogni. L’autobiografia di Salvatore Ferragamo, Londra 1957, ed. italiana 1971)
L
a carriera professionale e il successo di Salvatore Ferragamo illustrano magnificamente i rapporti che moda e cinema hanno sviluppato a partire dal 1920.
Quando Salvatore Ferragamo si trasferisce in California portando con sé una grande passione per le scarpe e una grande maestria artigianale, le prime vere esperienze di lavoro sono nel mondo del cinema.
Da quei lontani anni, il rapporto con il cinema non si è mai interrotto e ha continuato ad essere un momento importante per l'impulso creativo di Salvatore Ferragamo e per l'immagine complessiva della sua azienda.
Negli anni Cinquanta, Palazzo Spini-Feroni, era già una visita d'obbligo per le attrici più famose del periodo, da Audrey Hepburn ad Ava Gardner, a Greta Garbo, ad Anna Magnani, a Paulette Goddard, a Lauren Bacall, a Sofia Loren.
Ancora oggi le star del cinema sono rimaste fedeli al nome Ferragamo. Con la differenza che non trovano più solo a Firenze, ma anche nelle città più importanti del mondo, tutto quello che desiderano con il marchio Ferragamo: scarpe, ma anche borse, abiti e accessori.
Per la Salvatore Ferragamo è comunque rimasta l'abitudine di lavorare per le grandi produzioni cinematografiche, sia realizzando alcuni accessori, sia entrando come parte attiva nella storia del film e lavorando a stretto contatto con il costumista. E’ successo nel 1996 per il film Evita di Alan Parker interpretato da Madonna, nel 1998 per la La leggenda di un amore di Andy Tennant (Ever After. A Cinderella Story, 1998, con Drew Barrymore, Anjelica Huston e Jeanne Moreau) e recentemente per il film Australia diretto da Baz Luhrmann con Nicole Kidman
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