Cellofan
“Q
uando scoppiano le guerre e la materia prima scarseggia, sono sempre le industrie di lusso quelle che ne risentono per prime e con maggiore intensità. I materiali di alta classe non sono soltanto razionati, essi spariscono completamente dal mercato”. L’inizio dell’autarchia significò per Salvatore Ferragamo anche la difficoltà a reperire materiali di qualità necessari alla produzione delle sue calzature. “Il mio più grande problema” scrive Ferragamo, “era trovare un materiale che sostituisse le pelli di capretto di prima qualità. Provai con molti materiali ma nessuno mi soddisfaceva. Finalmente, una domenica mattina trovai la soluzione.
A mia madre piacevano molto i cioccolatini e quel giorno pensai di portargliene una scatola. Mentre gliene scartavo uno fui attratto dalla carta trasparente che l’avvolgeva. Osservai la carta attentamente. Pensai che poteva essere il materiale che andavo cercando”. Da quel giorno Ferragamo cominciò a fare le scarpe di cellofan per sopperire al fabbisogno di calzature estive. Il materiale era spesso lavorato in combinazione con filati di cotone, di raion e di altri materiali dalle stesse donne che producevano le trecce di
raffia e le tomaie di cotone all’uncinetto.